Lina Wertmüller è morta, aveva 93 anni: l'annuncio di un amico sui social e i dettagli sulla scomparsa della regista

Giovedì 9 dicembre 2021 è morta Lina Wertmüller. La notizia è stata data da un amico di famiglia sui profili social e l'Ansa ha riportato, invece, che la regista e scrittrice si è spenta a Roma durante la scorsa notte. Lina ha avuto il primato di essere stata la prima donna a strappare una nomination agli oscar come migliore regista, nel 1976, per Pasqualino Settebellezze. La pellicola, con Giancarlo Giannini protagonista, fu candidata con quattro nomination dopo il successo di pubblico riscosso negli Stati Uniti: migliore regia, miglior film in lingua straniera, miglior attor protagonista e migliore sceneggiatura originale.

Nel mondo degli sceneggiati televisivi si è contraddistinta per l'accoglienza davvero trionfale del Giornalino di Gianburrasca. Lo sceneggiato televisivo, in otto puntate, venne trasmesso sul primo canale della Rai il sabato in prima serata per quasi un'ora. Interprete nel ruolo maschile del protagonista Giannino Stoppani era stata scelta Rita Pavone, al tempo poco affermata nel panorama della musica italiana.

Lina Wertmüller è morta: era malata? Addio alla regista italiana

Come è morta Lina Wertmüller? Al momento non sono emersi ulteriori dettagli. Non sappiamo se il decesso è stato causato da una malattia oppure si è trattata semplicemente di una scomparsa di morte naturale. La regista, scrittrice e sceneggiatrice aveva compiuto 93 anni lo scorso 14 agosto. Tanti i premi e i riconoscimenti nel corso della sua carriera, così come le onorificenze italiane e onorarie. Era cittadina onoraria di Napoli e del Comune di Minori in provincia di Salerno. Dal 2018

Lina Wertmüller è stata Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana. Ha sempre indagato con passione i ruoli sociali dell'uomo e della donna dell’Italia nel dialogo tra il Nord e il Sud, tra la borghesia e il proletariato, dagli Anni Sessanta del secolo scorso ai giorni nostri, con uno sguardo sempre ironico e disincantato sulle evoluzioni politiche e sociali, dipingendo la società italiana a volte con toni grotteschi e pungenti, ma senza mai prendersi sul serio.

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Redattore

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