In quest'articolo parleremo dei giovani e della disoccupazione giovanile in Italia. Ragazzi di tutta Italia lavorano spesso in condizioni lavorative difficili e molto spesso fanno fatica a trovare un primo impiego, anche solo un lavoretto per pagarsi gli studi.

I giovani dicono no agli stage ad alla precarietà nel mondo del lavoro.

Molte province e regioni italiane presentano un tasso di disoccupazione già abbastanza diffuso, ma che dallo scorso 2020 è aumentato ancora di più in modo significativo.

I giovani, sia quelli che stanno cercando un secondo impiego perché l’hanno perso durante la pandemia che, anche quelli, che stanno cercando un primo impiego, faticano a trovarlo, e questo é, un dato di fatto molto diffuso in molte province italiane, soprattutto in quelle del Meridione che registrano un tasso di disoccupazione ancora più alto rispetto a quelle del Nord italia.

Per questo, molti giovani di tutte le fasce età si trovano costretti ad emigrare all’estero, in un paese che non è il loro e a dover convivere con tradizioni e culture fortemente diverse dalla propria e molti borghi o molte piccole città italiane si stanno spopolando sempre di più per lasciare voce ad una popolazione italiana che invecchia ogni giorno di più.

 La disoccupazione giovanile è quindi un tema già abbastanza preoccupante attualmente e che lo sarà ancora di più nei prossimi anni, dopo che la pandemia sarà conclusa.

La fascia di età maggiormente colpita si riferisce ai giovani under-24, cioè a coloro che hanno appena terminato il percorso di studi universitario: per questi, a differenza di nonni e dei genitori, non è per nulla semplice interfacciarsi con il mondo del lavoro in cui tutti venivano presi a lavorare e tutti trovano lavoro anche con la sola terza media.

Oggi, invece, non è assolutamente così: per i giovani di oggi, infatti, è molto più difficile rispetto a quello che poteva essere per i loro nonni e genitori.

Oggi un giovane, infatti, finisce di studiare a 24 anni; mentre una volta già a 16 anni si iniziava a lavorare.

Molti ragazzi che frequentano l’università devono anche mantenersi negli studi e se vivono fuori casa devono pagare affitti mensili spesso molto alti per uno studente universitario che guadagna poco dalla sua attività lavorativa considerando anche che deve dividersi tra lavoro e studio.

Altri invece, che non riescono a trovarlo, passano giorno per giorno ad inviare migliaia di curriculum per qualsiasi posizione aperta, ottenendo poche risposte di ritorno. 

Cercare un impiego, è tutt’altro che semplice, anche solo, per inserirsi lavorativamente nel mercato del lavoro.

Per questo è importante che tutti i governi europei si riunissero a tavolino e discutessero assieme per trovare soluzioni valide per i giovani di tutta Europa volte a garantire loro un futuro migliore nel nostro Paese e non essere costretti a vivere lontani da casa propria e dall’affetto dei propri cari.

Leggi anche...

Redattore

https://www.leinews.it/immagini_soggetti/09-09-2021/1631219243-70-.jpg