La bellissima attrice racconta la sua rinascita dopo la malattia. Ai ritocchini ha scelto la bellezza naturale.

Moglie di Claudio Amendola, l’attrice a 57 anni, dopo un periodo molto difficile legato alla sua malattia, una cistite interstiziale cronica, confessa di avere un'altra visione della vita. E così ai ritocchini ha scelto la bellezza naturale.

Sulle sue labbra ora sono rimaste solo delle cicatrici. L’attrice infatti è ricorsa ad un intervento sulle labbra per rimuoverne il silicone. “Me le sono fatte aprire”, rivela al settimanale Oggi, al quale rilascia un’intensa intervista in cui parla della sua malattia, e di come la lunga sofferenza l’abbia cambiata.

Durante la malattia si è dedicata alla stesura di un libro, “Come carne viva”, edito da Rizzoli, e confessa di quanto sia stato terapeutico scrivere in quel periodo buio in cui non solo ha spesso cercato di allontanare suo marito, che invece le è rimasto accanto, “salvandola con il suo amore”, non solo ha rischiato di perdere suo figlio Rocco, un giovane ragazzo di 22 anni, ma in un momento di non lucidità Francesca Neri, non nega di aver pensato anche al suicidio. “E’ durato non più di cinque secondi, ma avevo perso la lucidità. In realtà ho sempre saputo che se c’era una possibilità di guarire, io l’avrei trovata. Oggi mi curo con il d-mannosio, che preserva la mucosa da eventuali batteri capaci di infiammarla, e una serie di sostanze naturali che aiutano a cicatrizzare le ferite della vescica”.

Eppure dal dolore è rinata, accogliendo e metabolizzando la sua malattia, e questo l’ha spinta ad eliminare dal suo viso tutto quel che era ‘artificiale’. “Queste sono le mie labbra, con tante cicatrici - spiega - Me le sono fatte aprire per eliminare le palline di silicone. Oggi mi curo da dentro, avendo capito quanto sono importanti la prevenzione e il regime di vita sano”.

Ascoltarsi per tornare alla vita

Sono stati 5 anni molto difficili per l’attrice che non si vergogna di confessare aver davvero toccato il fondo: “Sono caduta, ma si può anche risalire. Oggi non sarei la persona che sono se non avessi vissuto questi cinque anni. Bisogna imparare ad ascoltare il proprio corpo, perché se non lo fai il corpo ti costringe a fermarti. Ora conosco i miei limiti e, paradossalmente, rinunciare a qualcosa che per me è nocivo mi restituisce la libertà”.

Un’intervista-verità, in cui ripercorre il suo dolore per arrivare alla sua rinascita, cominciata nel 2020. “Proprio l’anno del lockdown che per me, invece, ha significato il ritorno alla vita”.

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Redattore

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