Il cancro è davvero destinato a sparire? Ecco la risposta a cui non avresti mai pensato.

Grazie al continuo progresso scientifico, oltre che tecnologico, entro breve tempo sarà possibile sfruttare un peculiarità assoluta della nostra era, grazie alla quale delle malattie gravi e talora mortali come i carcinomi, potrebbero essere curate senza l'utilizzo di farmaci chemioterapici e radioterapici.

Benché siano contromisure assai efficaci per il trattamento dei tumori, talora lasciano delle ferite inguaribili al corpo e all’anima della persona che si sottopone alla cura. In che modo, però, delle patologie tanto gravi potrebbero essere sconfitte in un periodo breve? E soprattutto, si potrebbe davvero evitare qualsiasi effetto collaterale?

Si può, si può, ed è grandioso che l'utilizzo della nanotecnologia sia in grado di migliorare la qualità della vita e la durata della stessa.

LE NANOMACCHINE CURERANNO I TUMORI

Vi è da assumere che i progetti sono ancora in via di perfezionamento e non è ancora ben chiaro quando la medicina opterà per l'utilizzo esclusivo delle nanomacchine, o nanorobot. Tutto ciò che è lecito sapere, riguarda una parte del loro utilizzo. Per come sono ora impiegati in modo sperimentali, i nanorobot si occupano della cosiddetta “drug delivery", ovvero, della “consegna” di materiale farmacologico direttamente alla massa tumorale, la quale è attaccata in maniera più diretta e decisa dai farmaci stessi.

Vengono iniettati a seconda della posizione del tumore, sovente accompagnati da un liquido che li aiuta a fluire meglio nel corpo umano.

Grazie ai medicinali nanometrici, essi costituiti da liposomi e polimeri, non si correrebbe il rischio di intaccare i tessuti adiacenti alla massa tumorale, il che permetterebbe al paziente di sentirsi comunque in forze.

I nanorobot hanno pressappoco tutti la stessa costituzione, ovvero: un corpo tondo da cui parte un'estroflessione tanto somigliante a un braccio (lo stesso che si occupa di “attaccare" la massa tumorale attraverso i farmaci) e una coda, la quale, liberando degli enzimi, avverte il robot di essere giunto all’interno del cancro.

Alcun esemplari, quelli più moderni, sono controllati a distanza da un campo magnetico. In qualsiasi modo la si veda, l’impiego della tecnologia citata potrebbe essere la cura a una piaga che ha da sempre flagellato l'uomo. Si stima, infatti, che entro dieci anni, il cancro potrà essere facilmente curato.

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Redattore

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