Mostra di quadri fotografici "il Marchese del Grillo 40"

“S’è Svejatoooo…”, buon compleanno Sor Marchese! Sono trascorsi ben 40 anni, da quando il capolavoro di Mario Monicelli, interpretato dall’indimenticabile Alberto Sordi, uscì nelle sale cinematografiche facendo il pieno d’incassi.

La Casa del Cinema di Roma celebrerà la ricorrenza fino al 10 novembre, nelle sale espositive di Sergio Amidei e Cesare Zavattini, con una mostra di quadri fotografici “Il Marchese del Grillo 40”. La mostra si caratterizza per 60 immagini inedite del fotografo Enrico Appetito definito da sempre nell’ambiente, come il fotografo ufficiale di Alberto Sordi. La mostra espositiva sarà curata dalla figlia di Appetito, Tiziana e dalla nipote Claudia. Le immagini sono state stampate su tela e montate su telaio tra ritratti, set e fuori set, e ripercorrono le più belle scene del film, le indimenticabili e le più divertenti.

Chi non ricorda infatti il Marchese Onofrio del Grillo, nobile romano alla corte di papa Pio VII, che trascorreva le sue giornate tra ozi e vizi, passando da una osteria all’altra, coltivando relazioni amorose clandestine con popolane e prostitute, e il suo principale passatempo era quello di organizzare scherzi tra i suoi familiari, papi, mendicanti e poveri malcapitati, come il casuale incontro con Gasperino il carbonaio, alcolizzato e suo incredibile sosia che ispirerà al nobile lo scherzo più bello. Infatti mentre Gasperino si troverà nel letto del Marchese del Grillo, il vero Onofrio, si sostituirà al vero Gasperino, combinandone di ogni.

Piccoli segreti…

Chi era il vero Marchese del Grillo? Il vero Onofrio del Grillo era originario di Fabriano, marchese di Santa Cristina e conte di Portula, vissuto dal 1714 al 1787. Visse parte della sua vita nella Roma papalina e alla sua figura si rimandano scherzi e beffe.

La celebre frase detta dal Marchese del Grillo ed entrata nella storia del cinema, "Mi dispiace, ma io so io e voi nun siete un c...o" è stata ripresa dal sonetto “Li soprani der Monno vecchio” scritto da Giuseppe Gioacchino Belli, che nella versione originale recita: "Io sò io, e vvoi nun zete un c...o”.

L'epitaffio sulla tomba di Alberto Sordi, fu un omaggio al Marchese. "Sor Marchese, è l'ora" è infatti la frase riportata sulla lapide che si trova al cimitero Verano di Roma.

Leggi anche...

Redattore

https://www.leinews.it/immagini_soggetti/04-10-2021/1633381084-489-.jpg