L’accessorio più amato di sempre. Oltre 5000 pezzi in questo curioso museo a raccontarci più di 500 anni di storia del design.

Ideato e creato da Hendrikje e Heinz Ivo, il museo Tassenmuseum, patrimonio UNESCO, situato nella bellissima cornice del canale Herengracht ad Amsterdam è completamente dedicato a borse, portafogli e borsette che ci raccontano più di 500 anni di storia. La collezionista Hendrikje Ivo per 35 anni ha raccolto presso la sua abitazione migliaia di borse, invitando le persone a visitare la sua collezione. Solo successivamente la sua enorme raccolta di borse è diventata una vera e propria esposizione.

Pensate che Sigmund Freud riteneva che la borsa fosse molto più che un accessorio modaiolo. Vedeva infatti nella forma cava delle borse il posto dove accogliere e raccogliere qualcosa, nella rappresentazione simbolica una sorta di utero materno e più in generale un’estensione della sessualità femminile. Il padre della psicoanalisi riteneva che dalla scelta della borsa molto si potesse capire della donna che la indossava, dall’età, ai gusti, alle abitudini fino ai vizi. Non ci stupisce dunque che la borsa da donna sia, ancora oggi, l’accessorio più desiderato al mondo.

Modelli di borse unici al mondo

La collezione, la più grande al mondo di questo tipo, si caratterizza per oggetti provenienti da ogni angolo del mondo. Pezzi unici e ricercati e che accomunano epoche differenti.

La prima borsa, che spinse i due collezionisti ad iniziare un fantastico viaggio verso la ricerca di modelli di borse esclusive, risale al 1820, ritrovata in un piccolo villaggio inglese, un modello in pelle ricoperta da un guscio di tartaruga decorato da motivi floreali in madreperla. Da quel momento iniziò una vera e propria passione che oggi coinvolge quasi 100.000 turisti ogni anno.

“Affascinati dalla bellezza di questo modello abbiamo iniziato a studiare la storia della borsetta, costruire da zero una collezione di borse è divertente e molto istruttivo. Alle fiere d’antiquariato abbiamo trovato borse uniche che ci fissavano in modo quasi provocatorio e implorante. Non abbiamo saputo resistere alla tentazione e abbiamo iniziato a portare a casa valigie piene di borse. E dato che volevamo che il maggior numero possibile di persone condividesse la nostra gioia, abbiamo elaborato un piano per creare un piccolo museo nella nostra casa”.

Borse di pelle, coccodrillo o plexiglas, incastonate con pietre preziose nelle più varie forme, da molto piccole tali da contenere solo il portacipria a grandi bauli per viaggiare. Ce n’è per tutti i gusti e tutte le epoche. Presenti chiaramente le borse iconiche degli stilisti più famosi, ma anche una sezione dedicata a giovani bag designers.

Tra i modelli più incredibili c’è una borsa da sposa francese del 1725, che sui lati ritrae, in porcellana di Limoges, il Re Luigi XV e sua moglie, la principessa polacca Maria Leszczynska. Troviamo poi tra i pezzi esclusivi, il marsupio in pelle di capra del XVI secolo con ben 18 tasche, il necessaire del principe Bernhard marito della regina Giuliana dei Paesi Bassi. E poi ancora la borsa in pelle di serpente decorata in avorio dove è rappresentata Eva mentre raccoglie la mela, realizzata in Germania,  la preferita di Hendrikje. Tra gli oggetti curiosi c’è un portamonete che riproduce Zafara, la prima giraffa che arrivò in Francia nel 1827, in dono per il re Carlo X.

Se passiamo ai tempi più moderni, troviamo la borsa in tessuto verde, firmata Gianni Versace Couture, che Madonna indossò alla prima del suo film “Evita”, o il secchiello a forma di cupcake, decorata in cristalli Swarovski realizzata da Judith Leber nel 2007 e resa famosa dalla serie tv “Sex and the City”

Oggi il museo è gestito dalla figlia della collezionista che porta avanti con orgoglio la collezione più grande al mondo di borse.   

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Redattore

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