Il triangolo dei coralli è una distesa corallina comprendente varie isole. Tuttavia, è ora in forte pericolo.

La biodiversità del nostro pianeta è una delle meraviglie indiscusse che lo modellano. Nei boschi, nelle foreste, nei mari e addirittura nell'aridità dei deserti, la vita non smette mai di sorprendere. Essa c’è, è tangibile, udibile, visibile: l'unica certezza in un pianeta altrimenti lasciato alla sua sola esistenza rocciosa. Per fortuna dell’uomo, ma sfortunatamente per l'ambiente, la natura è sempre pronta ad affascinare con le sue ambiziose creazioni che, purtroppo, finiscono -quasi- inevitabilmente per cedere il passo alla globalizzazione o all'ancor più drammatica e inutile caccia (i cui trofei sono esposti come ninnoli d’abbellimento). I bei posti, nel mondo odierno, sono certamente numerosi, eppure il loro numero decresce col trascorrere dei giorni. Uno di questi, è senz’altro il triangolo dei coralli nell’Oceano Indo-Pacifico, un patrimonio di specie che deve ssere assolutamente preservato, poco importa come.

IL TRIANGOLO DEI CORALLI

Localizzato nell’Oceano Indo-Pacifico, quest'enorme, brillante e antica barriera corallina, comprende diversi territori, tra cui: l’Indonesia, la Papua Nuova Guinea, le Filippine e le Isole Salomone. Attualmente, attrae un numero incredibile di turisti, i quali, guidati, hanno l’opportunità di immergersi e fare snorkeling per ammirare da vicino la fantomatica bellezza dei coralli.

Uno studio recentemente effettuato, ha appurato che le specie coralline presenti nell'omonimo triangolo, rappresentano circa i tre/quarti della totalità delle specie al mondo conosciute, il che le rende estremamente importanti, sia per la biodiversità del posto, sia come elemento indispensabile dei mari. Purtroppo, lo stesso turismo, sovente non monitorato a sufficienza, e l’inciviltà di una moltitudine di individui che praticano gesta tutt'altro che responsabili, mettono a rischio quotidianamente il benessere dei coralli.

Se all'ignoranza della gente si somma il riscaldamento globale, l’innalzamento della temperatura dei mari, l'inquinamento perpetrato ai danni di questi ultimi e la continua acidificazione delle acque, il risultato non potrà che essere devastante, tanto che i coralli stessi faticano a sviluppare e a mantenere il proprio scheletro.

Almeno, ogni anno (precisamente il 9 giugno) si festeggia la giornata mondiale del corallo, durante la quale gli abitanti del posto si occupano di pulire spiagge e acque, per poi favorire una pesca ecosostenibile e che non danneggia la flora marittima.

Tuttavia, la sensazione che una sola giornata non sia sufficiente, appare visibile all'occhio più pigro.

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Redattore

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