Vediamo assieme qual è il disturbo principale, ritenuto l'agente responsabile di far scappare giovani e lavoratori, da un ostacolo che si trovano davanti, ancor prima di aver iniziato a lottare.

Stress e nervosismo sono disturbi che colpiscono i giovani di tutte le fasce d’età.

Lavorare in modalità Smart working o semplicemente assistere alle lezioni in modalità telematica a lungo andare provoca stress, nervosismo, stanchezza e molto spesso ansia.

Lavoro, frequenza alle lezioni, attività sportive pomeridiane o attività di qualsiasi altro tipo riempiono le giornate di studenti-lavoratori che molto spesso hanno poco tempo da dedicare a se stessi ed ai propri cari.

Nella vita ci sono momenti di up e momenti di down. Non sono tutte rose e viole quelle che passano al convento: di fronte a fatti e situazioni che ci spaventano l'amigdala (meglio nota come corpo amigdaloideo)  emette l'adrenalina che inizia a far battere il nostro cuore sempre più forte,  provocando un aumento dell’ansia tale, che di fronte ad una situazione poco piacevole, la nostra mente ci ripete che siamo "incapaci di affrontarla" e di conseguenza decidiamo o di fuggire o di lavorare in modo precipitoso rischiando di commettere svariati errori.

Perfortuna non tutti reagiamo allo stesso modo: ci sono ragazzi più ansiosi di altri.

Come dicono gli esperti: l’ansia è un disturbo mentale molto diffuso tra i giovani e compare già fin dalla primissima infanzia: molti studi dimostrano che circa 1 adolescente su 3 ne soffre. Per questo è importante educare i giovani fin dalla tenera età nella gestione di questo disturbo: man a mano che il bambino cresce e diventa adolescente l’ansia può essere avvertita in modo sempre più forte fino a trasformarsi in una vera e propria patologia quale ansia sociale, fobia o addirittura  disturbo ossessivo-compulsivo.

Imparare ad affrontare situazioni "difficili" è la chiave per superare  positivamente l'ansia sia negli adulti che nei bambini: ci sono ragazzi che molto spesso quando commettono un errore più volte si sentono frustrati, delusi, sono pessimisti e manifestano negatività di qualunque tipo.

Secondo gli scienziati i bimbi più piccoli avvertono meno ansia rispetto ad adolescenti ed adulti perché le capacità cognitive di un bambino non sono cosi tanto sviluppate quanto quelle di un adulto: c'è, infatti, una bella differenza tra un bambino che ha un basso controllo cognitivo rispetto ad un bambino con un alto controllo cognitivo.

Più sono alte le capacità cognitive nel bambino e più il piccolo è resistente allo stress.

Per questo i genitori devono assumersi la responsabilità di aiutare i bambini fin che sono piccoli a vincere l’ansia, imparando a dominarla, anche per permettere loro di godersi a pieno ogni aspetto della loro vita, visto che di vita ne abbiamo solo e soltanto una.

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Redattore

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