In quest'articolo andiamo a vedere come l'economia é cambiata e cambierà in futuro per alcune aziende dopo la pandemia, mentre per altre é come se non fossimo mai entrati nell'era del digitale!

L’avvento della pandemia ha colpito il nostro Paese costringendo gran parte dei lavoratori ad un’organizzazione del lavoro che tiene conto di modalità lavorative diverse, incentrata soprattutto sulla digitalizzazione.

Secondo gli esperti dal 2020 ad oggi c’è in atto una rivoluzione tecnologica che sta coinvolgendo ogni giorno sempre più anche i settori economici, dolenti e non.

Dal punto di vista lavorativo, i dipendenti di molte aziende (non tutte) nel periodo post-pandemia continueranno a svolgere il loro lavoro da casa e le aziende si adopereranno sempre più per farlo adottando nuovi software sempre più all’avanguardia nell’epoca del digitale, mentre altre aziende sebbene le innumerevoli opportunità della rete proseguono con l’intenzione di continuare a lavorare in presenza, e del telelavoro rimane solo l’ombra.

Il fatto che, in questo periodo pandemico, molte aziende siano state costrette a digitalizzarsi  ha provocato una minore necessità, per alcune aziende,  di ricorrere a nuova manodopera, a nuovi posti di lavoro impiegati dall'uomo.

I computer e l’intelligenza artificiale ormai stanno sostituendo sempre più il lavoro dell’uomo, oltre al fatto che per un’azienda impiegare l’intelligenza artificiale è molto più efficiente perché se ci si pensa bene, i robot non si ammalano e nemmeno fanno perdere giorni di produttività all’azienda per malattia o semplicemente per prendersi una meritata vacanza a ferragosto dopo un anno intero di sacrifici.

Ormai è un dato di fatto che dal 2020 l’automazione è sempre più presente nel mondo del lavoro e già a partire dal prossimo anno molti esperti ritengono che i suoi valori saranno moltiplicati per 4 volte a differenza degli stessi dati che si riferiscono ai livelli pre-pandemici.

Nonostante quello che si dice possa spaventare, la disoccupazione sarà comunque contenuta: infatti, nuovi posti di lavoro che hanno preso l’avvio con la digitalizzazione cresceranno ed avranno comunque bisogno della mente umana, altri compariranno ed infine ce ne saranno altri che scompariranno.

Ci sono comunque "molti posti vacanti da riempire" rispetto agli ultimi dieci anni, ad esempio, i concorsi che ci sono stati nel mese di agosto e quelli del mese di settembre per i docenti di tutta Italia.

Molte persone con la pandemia hanno, infatti, hanno lasciato il loro posto di lavoro perché il loro settore era entrato in crisi e questo ha portato a dei buchi da dover ripristinare. Un esempio tra tanti concerne il settore turistico, settore più colpito dalla crisi nel 2020.

Molte persone si sono rese conto che il telelavoro porta con sé nuove realtà: non sono solo i datori di lavoro a risparmiare sull’affitto dei loro uffici, ma gli stessi lavoratori beneficiano di risparmi sull’affitto in termini economici: non dovendosi più recare nella sede di lavoro, ma potendo svolgere ugualmente la loro mansione dalla propria casa, non sono più costretti a dover prendere appartamenti in affitto e quindi possono reinvestire questi soldi ( precedentemente destinati all'afftto nell’acquisto di dispositivi elettronici) che nella postazione lavorativa non devono mai mancare, soprattutto in questo periodo in cui Internet è diventata la fonte di comunicazione principale con l'azienda. 

Quindi il mondo sarà un mondo diverso con forte diseguaglianze: da un lavoro ci saranno le classiche attività, come quelle dedite al commercio al dettaglio che rischiano il collasso (soprattutto se evitano la digitalizzazione) e dall’altro emergeranno aziende che, seguendo il modello di Amazon, diventeranno i pilastri di un domani.

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Redattore

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