La ripresa globale è continua, ma fortemente "disomogenea" tra i diversi paesi: mentre da un lato l’Europa risponde in modo positivo, dall'altro i mercati emergenti e in via di sviluppo non fanno altrettanto.

La campagna vaccinale e le misure di prevenzioni adottate dai governi europei e mondiali stanno apportando un contributo senz’altro notevole, grazie soprattutto al ruolo che stanno giocando i mass media negli ultimi mesi, nella diffusione della campagna di prevenzione del vaccino al Covid-19.

Nella lotta contro il coronavirus, é stato soprattutto il settore turistico, a dirsi quello maggiormente colpito dalla pandemia; ancora non si può dire del tutto salvo assieme a ristoranti, teatri e i cinema che hanno dovuto rapportarsi con un monte ore ridotto (rispetto all'anno precedente), a fronte delle spese sostenute.

Molte attività lavorative sono scomparse ed altre opportunità lavorative, invece, stanno rinascendo, tra cui le attività in smart working che coinvolgono tutti quei lavori che si possono svolgere comodamente da casa. Secondo l’Ocse l’Italia crescerà in questo periodo, sebbene la ripresa globale stia rallentando. L'economista francese Laurence Boone ci dice che “L’economia globale sta crescendo negli ultimi mesi in modo molto più forte rispetto a quanto stimato un anno fa, ma la ripresa rimane tuttavia irregolare, esponendo sia i mercati avanzati che quelli emergenti a una serie di rischi”. Quindi, l‘Europa ha risposto bene alla crisi pandemica nonostante i rischi, che si trova davanti, risultino ancora elevati. L’organismo prevede, infatti, che quest'anno l'economia globale crescerà del 5,7% e del 4,5 % nel 2022. In tutta risposta, il Pil globale è fortemente aumentato rispetto ai livelli pre-pandemia, prima che si verificasse il primo contagio covid-19 in Lombardia.

Molte attività economiche costrette a chiudere "temporaneamente" si stanno riprendendo dopo aver rischiato una chiusura "definitiva" nel 2020: I dati istat ci dicono che l’occupazione globale è aumentata rispetto al 2019, anche se molte persone risultano ancora disoccupate. L’Ocse sostiene che in alcuni paesi (come gli Stati Uniti), in cui la produzione ha ripreso il suo livello pre-pandemia, l’occupazione rimane ancora al di sotto di quello che era prima della crisi finanziaria del 2008.

In altri paesi, soprattutto in quelli europei, “l’occupazione è stata ampiamente preservata, ma la produzione e il totale delle ore lavorate non sono ancora del tutto recuperate”. Queste sono le parole che ci riportano i più grandi esperti.

Ci sono quindi ancora tanti (forse troppi), passi da fare, affinché tutti i paesi dell'unione europea possano percorrere assieme la via della ripresa economica per dirsi "usciti" finalmente dalla crisi. Le generazioni di oggi sono le generazioni che ci saranno un domani, le cosiddette generazioni del “futuro”.

Per questo é importante che i governi europei e mondiali operino assieme in modo coordinato con il fine di permettere ai giovani d'oggi, un futuro migliore in un domani prossimo incerto.

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Redattore

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