"È un momento storico " ha annunciato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus

La malaria uccide ogni anno circa mezzo milione di persone, la metà sono bambini sotto i 5 anni, soprattutto nell'Africa sub-sahariana.

La malaria è causata da protozoi parassiti trasmessi all’uomo dalle zanzare. I sintomi più evidenti sono febbre, dolore alle articolazioni, mal di testa, vomito, convulsioni e coma. La malaria in forma più severa, di solito causata dal parassita Plasmodium falciparum, provoca gravi danni agli organi interni e, se non curata, può essere letale.

L’Africa è il continente maggiormente colpito, e nonostante ci sia stata negli ultimi anni una diminuzione dei decessi, la malaria resta una delle principali cause di morte, soprattutto tra i bambini. Le condizioni igienico-sanitarie, la carenza di risorse, mezzi e strutture non facilitano la lotta contro questa piaga.

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Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato: "Il vaccino contro la malaria, lungamente atteso, è una conquista per la scienza, per la salute infantile e per il controllo della malaria”.

Molte sono state le bonifiche dei terreni e zanzariere impregnate di insetticida, diversi i farmaci antimalarici che hanno permesso, negli anni, di ridurre notevolmente il numero delle vittime. Ma sul fronte della prevenzione, questo non è stato sufficiente.

Oggi il vaccino, rappresenta una speranza più concreta, uno strumento concreto per consentire di proteggere i tanti bambini che non dormono sotto le zanzariere, finora unico presidio di prevenzione efficace a disposizione. Il risultato è arrivato dopo un decennio di studi clinici in sette Paesi africani. I programmi pilota di immunizzazione sono stati compiuti con successo in Ghana, Kenya e Malawi. Per la sua efficacia richiede quattro dosi: le prime tre da somministrare a un mese di distanza a cinque, sei e sette mesi di età, con richiamo finale a 18 mesi circa.

Il programma pilota, è stato finanziato grazie all’alleanza fra GAVI, il Fondo globale per la lotta all’AIDS, tubercolosi e malaria, e UNITAID. Ora, dicono all’OMS, “Si tratta di prendere le decisioni necessarie per finanziare lo sviluppo e la distribuzione più ampi possibili, e che i singoli stati decidano come inserire la vaccinazione nei programmi nazionali di controllo della malaria”.

Un altro vaccino è in corso di sviluppo: si tratta di inoculare direttamente il parassita nelle persone e, subito dopo, somministrare una terapia antimalarica. Buoni i risultati in un piccolo trial clinico che ha viste coinvolte 56 persone e riportato sulla rivista Nature. Bisogna però attendere i risultati di un trial clinico più ampio attualmente in corso a Mali.

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