Mangi i cachi? Tutti i benefici di questo gustoso e dolce frutto.

I cachi sono frutti originari della Cina e sono coltivati da secoli oltre che per la bontà del frutto anche per la raffinatezza del legno del suo albero.

In questa stagione autunnale il cachi è una vera prelibatezza. Si affacciamo sulle nostre tavole, proprio a partire dal mese di ottobre, con tutta la loro dolcezza. L'albero è conosciuto con nomi diversi, caco, loto o kako, e raggiunge anche un'altezza di 15 metri. Il frutto ha un colore arancione acceso e, quando è maturo, è molto morbido al tatto. In Europa e in Italia la pianta del cachi o kaki arrivò a scopo prettamente ornamentale nel XVI secolo. Solo all’inizio del Novecento cominciarono a svilupparsi le prime coltivazioni.

In Italia i cachi sono diffusi soprattutto in Emilia-Romagna, in Campania e in Sicilia. Il frutto è una bacca generalmente tonda, ma alcune varietà presentano frutti di forma più piatta o allungata. Il frutto come dicevamo è molto dolce, soprattutto dopo aver raggiunto e oltrepassato la maturazione e presenta una polpa carnosa. Sono ottimi da consumare come frutto fresco oppure da usare per preparare dessert e dolci.

Proprietà e benefici

I cachi sono ricchi di fibre, agiscono sull’attività intestinale, per cui sono ottimi alleati naturali per la depurazione dell’organismo. I cachi sono ricchi di vitamina A, basti pensare che 1 solo frutto garantisce l’apporto di circa la metà della razione giornaliera di vitamina A raccomandata ai soggetti adulti. Oltre la vitamina A, tra gli antiossidanti ricordiamo anche i flavonoidi e i betacarotene che contrastano i radicali liberi, pertanto il cachi rappresenta un alimento anti invecchiamento.

Secondo uno studio condotto da un team della Tufts University di Boston nel 2012, tali sostanze sono decisive per prevenire i problemi cardiaci, poiché consentono l’abbassamento dei valori della pressione arteriosa e la riduzione del colesterolo cattivo LDL.

I cachi contengono anche tanta vitamina C, responsabile dell’avvio alle reazioni chimiche del metabolismo cellulare. La vitamina C favorisce l’elasticità e l’idratazione della pelle e rende il cachi particolarmente adatto alle pelli mature in quanto interviene nella sintesi del collagene.

Inoltre il ph lievemente alcalino del cachi consente di neutralizzare l’acidità dei succhi gastrici dello stomaco, pertanto è indicato per chi soffre di gastrite e reflusso gastroesofageo.

Controindicazioni

I cachi hanno un elevato apporto calorico, pertanto si suggerisce di non eccedere mai con la quantità consumata. Ovviamente questo vale un po' per tutti i frutti zuccherini, ed importante seguire questa raccomandazione soprattutto per soggetti che hanno già elevati indici glicemici nel sangue o per chi segue regimi alimentari che prevedono un basso contenuto di calorie. Normalmente, è bene limitarsi ad un frutto al giorno o ogni due giorni, durante la stagione di raccolta.

Sicuramente è bene evitare i cachi nei pasti principali, per non fare alzare troppo il carico glicemico. In particolare è bene evitarlo a cena poiché durante la notte gli zuccheri in eccesso, che non vengono utilizzati dall’organismo, vengono trasformati in grassi. Infine, si sconsiglia di mangiare il cachi a chi soffre di colite o diarrea, per evitare di peggiorare i sintomi, viste le proprietà lassative del frutto.

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Redattore

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