BACK T0 THE FUTURE: come sarà il nostro ritorno al futuro, come sarà la nuova normalità?

Si è tenuta nei giorni 15 e 16 Ottobre, presso la fiera di Roma, una manifestazione digitale, “Welfair – il benessere in fiera”, che attraverso un percorso innovativo e virtuoso ha voluto sensibilizzare i partecipanti all’evento, nei riguardi di nuovi argomenti legati al benessere dell’uomo, ponendo attenzione sull’importanza, per il futuro, dopo la pandemia, di ripartire dai concetti di benessere, salute e nutrizione, per ottenere una qualità di vita tale da riflettersi e favorire in modo totalizzante ogni aspetto della salute fisica, psichica e mentale. Svariati a tal proposito sono stati gli interventi di illustri relatori del mondo scientifico e della ricerca di fama nazionale e internazionale.

Tra i relatori un interessante tema è stato affrontato da Laura Di Renzo, direttore della Scuola di Specializzazione in Scienza dell'Alimentazione dell'Università di Roma Tor Vergata, che ha posto l’accento sulla Dieta Mediterranea come un punto di partenza per la prevenzione clinica di malattie croniche, disturbi cardiovascolari, diabete e alcuni tipi di tumori.

La professoressa ha evidenziato, dati alla mano, come solo il 43% degli italiani, rappresentato per il 53,1% degli adulti tra i 55 e 64 anni e solo dal 32,8% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni, segue ancora le regole della cucina tradizionale, e quindi mediterranea, mentre il 23% delle persone, delle quali il 31% giovani adulti e il 16% di soggetti tra i 55 e i 64 anni, preferisce seguire la dieta occidentale, caratterizzata da un alto consumo di carne. Un italiano su tre, infine, segue una dieta povera di frutta e verdura.

Così argomenta Di Renzo: “Un piano alimentare adeguato alla Dieta Mediterranea Italiana di Riferimento, diminuisce i fattori infiammatori e riduce i marker di stress ossidativo e di rischio cardiovascolare. Fa osservare non solo un cambiamento della composizione corporea, con una riduzione della massa grassa e il mantenimento della massa muscolare, ma soprattutto un aumento della capacità totale antiossidante plasmatica, della quantità di acido folico e di vitamina B12, accompagnato a una riduzione dei livelli di fosforo e microalbuminuria. Per tali ragioni è possibile affermare che svolge un ruolo fondamentale nella longevità e nella qualità della vita".

Dieta Mediterrana, modello di dieta sostenibile

Molte sono le evidenze scientifiche che avvalorano il concetto di Dieta Mediterranea, come vero e proprio modello di dieta sana e sostenibile. Un modello capace di farsi protagonista di prevenzione, contrastando il rischio di insorgenza di importanti patologie croniche come diabete, ipertensione arteriosa ed obesità.

Nello stesso tempo la Dieta Mediterranea, si presenta anche come modello di dieta sostenibile producendo effetti positivi sia in ambito ambientale sia in ambito economico; infatti, le produzioni agricole e agroalimentari, insieme ad una importante tradizione culinaria, da una parte assicurano la qualità dal punto di vista organolettico e, dall’altra, garantiscono il rispetto di criteri etici e ambientali.

La stessa Di Renzo durante l’intervento ha sottolineato: “Seguire questo tipo di regime alimentare non implica un aumento della spesa alimentare per il singolo consumatore. E analisi economiche a supporto delle pianificazioni sanitarie, politiche ed economiche, dimostrano che, tra gli interventi nutrizionali, la dieta mediterranea, insieme al cambiamento dello stile di vita, comporta il miglior rapporto costi-benefici".

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Redattore

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