Il direttore creativo della maison Alessandro Michele, rende omaggio al mondo del cinema e alle sue star: "Fantastico ripartire dal vivo da qui".

La Walk of Fame di Los Angeles si rende protagonista della memorabile sfilata Love Parade, dove hanno sfilato le star di Hollywood per la collezione Gucci Primavera Estate 2022, la seconda collezione dell’anno presentata in occasione del centenario delle maison. Da Marilyn Monroe a Rock Hudson, la maison rende omaggio alle star hollywoodiane di ieri facendo sfilare i vip di oggi. Un omaggio alla vecchia e nuova Hollywood, con tantissimi riferimenti alla storia. Da Jared Leto protagonista insieme a Lady Gaga dell'attesissimo film di Ridley Scott sulla famiglia Gucci a Macaulay Culkin, e a godersi lo spettacolo, dalla strana coppia Gwyneth Paltrow e Dakota Johnson a Miley Cyrus, ai Maneskin.

La sfilata nasce dalla passione per il cinema che Alessandro Michele ha ereditato da sua mamma che lavorava come assistente in una casa di produzione cinematografica.

“Ho pensato al culto della bellezza con cui mi ha nutrito”, ha rivelato.

“Mamma me lo raccontava sempre: Los Angeles risplende di una magia senza tempo, sfiora le divinità e si fa mitologia del possibile”.

“Ricordo ancora tutte le storie che mi aveva raccontato, i dettagli e le scintille, su quella fabbrica dei sogni. C'era il pallore d'alabastro di Marilyn Monroe e la sua voce diafana. C'erano i guanti di raso nero di Rita Hayworth e i capelli di velluto di Veronica Lake, così come l'allure ammaliante di Rock Hudson e il potere trasformativo vertiginoso di Kim Novak, tutto sembrava una favola. Ai tempi abitavamo nella periferia di Roma. Avevo bisogno di respirare. Quei racconti sovversivi mi hanno aiutato a penetrare il grigiore. Quella era la mia fuga, la mia diserzione. Giù in quel minuscolo puntino del mondo, Hollywood sembrava una stella luminosa e splendente”.

Le creazioni in passerella vengono rappresentati come delle “divinità pagane del cinema”, tra un tripudio di luci, paillettes, cristalli. Abiti da sogno, bondage e trasparenze, piume e maschere, rouches e volumi. Nella collezione gli abiti leggeri sono infatti tempestati di Swarovski e cristalli, abiti frangiati di perline degli anni 20, tailleur gilet super fit e camice hawaiane. Gli abiti di Gucci Love Parade sembrano strizzare l’occhio allo stile di Mae West, Joan Crawford, Bette Davis e Jean Harlow icone cinematografiche che continuano ancora oggi ad influenzare la scena contemporanea. Vestaglie da camera, vengono arricchite con pelliccia e piume, a contrasto completi in velluto marroni o satinati dalle tonalità tenui.

Le star in passerella…

L’attore Jared Leto, che presto vedremo in House of Gucci nei panni di Paolo Gucci, sfila in blazer anni Settanta su pantaloni con lacci a vista. L’indimenticabile Kevin di Mamma ho perso l’aereo (1990), ormai 41enne, sfila in camicia Hawaiana. Seguiti dalle amiche della Maison Jodie Turner-Smith in pellicciotto rosso e Phoebe Bridgers in soprabito bianco e nero.

I miti immortali…

Alessandro Michele riporta in passerella i personaggi immortali della sua infanzia. Così vediamo sfilare l'abito bianco indossato da Marilyn Monroe nel film “Quando la moglie è in vacanza” del 1955 e reinterpretato in un long dress di raso color latte bordato a pieghe, oppure attualizzato nel completo blazer scollato a V e gonna a ruota plissé.

Non manca la seduzione di Rita Hayworth che ritroviamo negli outfit all-black di pizzo e satin drappeggiato, con intarsi di serpente e copricapi d'ispirazione romana che rimandano alla sua Salomé cinematografica.

Ritroviamo il trasformismo di Kim Novak nei copricapi con maschera, ricamati con occhi e orecchie di cristalli.

E ancora il fascino di Rock Hudson rivive in passerella attraverso l’interpretazione di Jared Leto, l'attore Kodi Smit-McPhee e il modello ballerino Alton Mason.

Dopo lo spettacolo, Michele racconta:

“Sono molto felice, il mio sogno è diventato realtà, venire qui a Hollywood era quello che desideravo da tempo. Ed è stato fantastico ricominciare dal vivo da qui. La moda deve dare voce alla bellezza, a ciò che c’è nella strada. La politica è meno forte della creatività perché non guarda negli occhi le persone”.

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Redattore

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